Dove tutto è iniziato: mani infarinate, brace viva, profumo di casa.
La Penzana (Orezzo)
Pizza numero uno: forse storta. Sicuramente memorabile.
Dal 1989, ogni pizza sfornata aggiunge 33 cm al nostro filo di (pomo)d'oro.
Tarcisio diceva: "Arriveremo fino a Napoli."
Dove tutto è iniziato: mani infarinate, brace viva, profumo di casa.
Pizza numero uno: forse storta. Sicuramente memorabile.
Le prime mille.
Mille volte l'impasto ha preso forma, mille volte il forno ha fatto il suo dovere.
Se le metti in fila: 330 metri di pizza. Quasi un giro di pista.
Tre chilometri di pizza messi in fila: abbastanza per farsi notare in valle.
Qui la domanda è una sola: ne portate ancora?
Diecimila pizze significano diecimila serate, diecimila tavoli, diecimila storie diverse.
A quest'altezza il profumo si sente da Gazzaniga.
Il filo raggiunge la città alta e si arrampica con calma tra pietra e farina.
Una rotonda di pizza in Piazza Vecchia? Quasi.
Cinquantamila pizze con 100g di mozzarella ciascuna.
Totale: 5 tonnellate.
Il peso di un elefante africano.
Jumbo approverebbe.
Ecco il primogenito.
Il primo Merelli della nuova generazione. Il forno ha un erede.
Siamo stati veloci...
Due in due anni. La famiglia non perde tempo.
Un numero che non si visualizza, si sente: nel calore del forno, nelle mani della famiglia.
Abbastanza per dar da mangiare a Bergamo intera. Due volte.
Una maratona simbolica fatta di impasti stesi e serate che finiscono tardi.
Niente scarpe tecniche: solo pala, forno e costanza.
Non c'è due senza tre. Lui canterà.
Tre fratelli, tre caratteri, una sola pizza preferita: la Margherita.
Sotto la Madonnina il filo resta semplice: pizza buona, senza sovrastrutture.
A Milano chiedono se è gourmet. A Orezzo basta che sia buonissima.
Quattro, quasi pronti per il calcetto. Non si fermano proprio a... sfornare pizze.
Il quarto arriva e il tavolo si allunga.
Finalmente la principessa!
Cinque Merelli. La squadra è completa.
La strada si allunga e il viaggio comincia a parlare diverse cucine.
Tra salumi e pizza, l'intesa è immediata.
Il filo d'oro continua senza cambiare accento: artigianale, diretto, sincero.
Verdi scriveva opere. Noi scriviamo serate riuscite.
Attraversa il cuore d'Italia tenendo insieme tradizione e fame vera.
Bologna ha i tortellini. Noi portiamo la Diavola. Pari.
Un milione di pizze.
A quel punto il filo d'oro non è più un filo, è un'autostrada.
Un milione di motivi per tornare a Orezzo.
Rinascimento e pizza condividono una dote: non stancano mai.
Leonardo avrebbe progettato una macchina per stendere l'impasto.
Ogni pizza tiene il ritmo del viaggio: lento, preciso, ostinato.
Il Palio è rapidissimo. La lievitazione no, e va bene così.
A questa altezza il viaggio sembra impossibile solo a chi non conosce la costanza.
Cinquecento chilometri di pizza sono una misura che va rispettata.
La capitale osserva, il forno continua, la rotta non cambia.
Il pubblico alza il pollice: Margherita salva tutti.
Tra memoria e silenzio il filo d'oro resta acceso e va avanti.
Pane, pizza, pazienza: certe cose stanno sempre bene insieme.
Un palazzo da re e una pizza per tutti: equilibrio perfetto.
La Reggia ha mille stanze. A noi basta il forno giusto.
Ultima salita emotiva prima della patria simbolica della pizza.
Qui la tensione cresce come l'impasto fatto bene.
La patria della pizza è lì davanti: Tarcisio ci aveva visto lungo.
Arrivarci con un filo di pizze è poesia pratica.
Mancano 607,7 km. Ogni pizza accorcia il viaggio di 33 cm.
Il forno non si spegne. Il filo continua.
L'intero stivale, coperto di impasto.
Da Orezzo a Lampedusa e ritorno.
Lo stivale non è mai stato così saporito.
A questo punto, il lievito ha diritto al passaporto.
Abbastanza mozzarella da fare il giro dell'equatore.
Il peso? Non chiedere.
L'equatore è caldo. Come il forno.
Tarcisio lo sapeva: non c'è limite alla pasta.
16.
666.
667 pizze con 150ml di pomodoro ciascuna.
Una piscina olimpica intera.
Tuffarsi nel sugo: da bambini lo sognavamo tutti.
La pizza non conosce confini. Solo frontiere da superare.
Diecimila chilometri di filo d'oro.
Il forno non conosce fuso orario.
In Giappone la pizza è arte. A Orezzo anche.
Ogni pizza ci avvicina. A cosa? A tutto.
40.
075 km.
Il filo d'oro avvolge il pianeta.
A quel punto, siamo leggenda.
Tarcisio non si fermava ai confini. Nemmeno noi.
Tarcisio non si fermava ai confini. Nemmeno noi.
Il filo di (pomo)d'oro non finisce. Ogni pizza lo allunga di 33 cm.